Le Buone Letture di Santa Croce

 

BUONE LETTURE: leggere in Santa Croce leggere Santa Croce.  Un servizio di documentazione che promuove proposte e percorsi di lettura per una competenza informativa, in riferimento al contesto storico, artistico, religioso e culturale, per la quale vengono presi in considerazione alcuni ‘classici’, edizioni rare e articoli di riviste.

Già biblioteca al servizio del primo Studio teologico “per laici” in Italia, la Biblioteca di Santa Croce, Piazza Santa Croce 16 Firenze, angelo Santa Croceseleziona Buone Letture per coloro che desiderano approfondire la radice teologica dell’arte cultuale, dedicate ad argomenti riferibili a Iconografia, Religione e Santità.

Le proposte, selezionate tra le raccolte della biblioteca, sono presentate periodicamente in gruppi, e corredate da una breve recensio abbinata all’immagine di copertina.

Per info e richieste: https://opac.sbn.it/  mail to: bibliotecasantacroce@gmail.com

Bonaventura da Bagnorea. Opuscoli spirituali – Opuscula mystica. Roma: Città Nuova. «Accade non di rado che la lettura di pagine di intensa spiritualità e di altissima esperienza cristiana porti un po’ di turbamento all’interno della nostra anima. Raramente noi viviamo con intensità, più spesso ci troviamo in una sorta di accomodamento poco eroico, se non proprio legato a discutibili compromessi. Un po’ tutti ci troviamo a dire, come le donne di Canterbury nella tragedia di Eliot: Yet we have gone on living, living ad partly living (T.S. Eliot, Murder in the Cathedral)».Tra le opere mistiche di san Bonaventura, con testo latino a fronte, presentate in questo volume, (Perché si accenda in noi l’affetto, si formi il ripensamento, si imprima il ricordo, scrive Bonaventura),il Lignum vitae, scritta intorno al 1260, rimanda alla grandiosa allegoria dell’affresco (1350 circa) di Taddeo Gaddi nel Canacolo di Santa Croce in cui la Croce è al centro di tutta la vita spirituale.

 La Croce: iconografia e interpretazione: secoli I – inizio XVI. Atti del convegno internazionale di studi (2007). Napoli: Elio de Rosa. La Croce nell’arte e nella letteratura del Medioevo. Questi tre volumi raccolgono gli atti del Convegno internazionale tenutosi a Napoli il 6-11 dicembre 1999. Si tratta degli studi dei più grandi studiosi della materia,  ideati e realizzati quale contributo scientifico dell’Università di Napoli Federico II al Giubileo del 2000. Questi atti intendono comprendere non solo la croce come segno-espressione iconografica, ma anche la rappresentazione stessa del Cristo in croce. Dopo aver preso in considerazione la croce nel mondo pagano, gli atti affrontano la Croce e la sua iconografia nel periodo patristico. Nel secondo volume gli atti esaminano le rappresentazioni e gli usi della Croce tra età antica e Medioevo; la Croce nel Medioevo in rapporto alla politica e nelle culture extraeuropee (Etiopia, Armenia, Islam). Nel capitolo V si opera una disamina sulla spiritualità e teologia della Croce nel Medioevo con saggi di Giulio d’Onofrio, Andrea Milano, Inos Biffi, Giovanni Iammarrone, Pasquale Magro, Romana Guarnieri, Luigi Borriello. Il volume III è dedicato alla Croce nella liturgia, nella letteratura del Medioevo, in particolare ne La Divina Commedia, nell’arte e nel simbolismo del monogramma bernardiniano che dal Quattrocento campeggia sulla facciata della Basilica di Santa Croce.

Dal Covolo, Enrico. Il Vangelo e i Padri: per un’esegesi teologica. Roma: Rogate.Teologo salesiano, con alle spalle numerose pubblicazioni sui Padri della Chiesa e sui rapporti tra le istituzioni sociopolitiche e le strutture della Chiesa antica, l’autore indaga il fine ultimo delle Scritture. Un libro che è un invito alla lettura dei quattro Vangeli per approfondire alcuni aspetti della spiritualità cristiana mediante il metodo dei grandi scrittori e dottori della Chiesa da Origene a Sant’Agostino fino a Bonaventura: quell’itinerario, esemplificato dalla lectio divina, di ambito monastico ma poi trasferito da sant’Antonio di Padova nella predicazione, che ha la forza di ricomporre la divaricazione tra senso letterale e spirituale della Bibbia. Un metodo, indicato dalla Chiesa ai laici dopo il Concilio Vaticano II, che in questo libro permette di chiarire i passi più significativi dei Vangeli di Marco, Matteo, Luca e Giovanni per una lettura più meditata, paragonabile solo all’arte di osservazione per la pittura, che diventa per questo strumento di migliore comprensione.

Gatti, Vincenzo. Liturgia e arte: i luoghi della celebrazione. Bologna: EDB. Secondo il monaco Rabano Mauro, poiché Dio era entrato nel mondo sensibile, in tutte le dimensioni della nostra percezione della realtà era necessario cercarlo. Fin dal primo Medioevo le reliquie dei santi martiri erano molto ricercate: Cristo, infatti, è stato il primo martire per questo ogni chiesa voleva fondarsi sul sangue dei martiri santi. I primi cristiani collocarono le reliquie nell’abside delle basiliche oppure sotto il presbiterio -martyrion – e pertanto esisteva uno stretto rapporto tra altare e sepolcro dei martiri. Il 3 maggio si ricorda un avvenimento quasi dimenticato: il recupero della Santa Reliquia della Croce, storia rappresentata in Santa Croce da Agnolo Gaddi nel ciclo di affreschi della Cappella Maggiore. Un tempo festività molto sentita, abolita solo nel 1963, tanto che la prima pietra dell’attuale Santa Croce  – che conserva alcuni frammenti della Vera Croce, donati da Luigi IX, al ritorno dalla TerraSanta, nel 1258 – fu posta proprio il 3 di maggio. 

Le immagini del Francescanesimo. Atti del XXXVI Convegno internazionale, Assisi 9-11 ottobre 2008. Spoleto: Fondazione Centro italiano di studi sull’alto Medioevo. «I Francescani esprimono, fin dalle origini, orientamenti specifici e peculiari nei confronti delle immagini, andando oltre il rapporto unilineare fra un precedente testo scritto e il successivo prodotto visuale. La centralità dell’Incarnazione e la sua attualizzazione nell’Eucarestia, conferivano per  Francesco una sorta di corporeità, quasi fisica, alla spiritualità francescana». Nell’Epistola ad clericos Francesco scrive:  Niente infatti abbiamo e vediamo corporalmente in questo mondo dello stesso Altissimo, se non il corpo e il sangue, i nomi e le parole mediante le quali fummo creati e redenti da morte a vita. Fin dai primordi la rappresentazione del Santo non si limita a raffigurare la sua immagine individuale o inserita in una teoria di altri Santi ma, a più riprese, si fece ricorso alla produzione di tavole istoriate, come nello straordinario esempio della tavola eseguita nel XIII secolo per Santa Croce. Programmi iconografici che, prendendo spunto dalla Legenda, avrebbero ricoperto le pareti delle chiese francescane in un reciproco riferimento tra Cristo e san Francesco. Saggi di Roberto Rusconi, Michele Bacci, Raffaele Argenziano, Dominique Donadieu-Rigaut, Chiara Frugoni, Nicolangelo D’Acunto, Louise Bourdua, Roberto Cobianchi, Cristina Aglietti, Milvia Bollati, Dominique Rigaux.

Morghen, Raffaello. Dante profeta: tra la storia e l’eterno. Milano: Jaca Book. Una raccolta di saggi sulla figura e sull’opera di Dante Alighieri, di R. Morghen (1896-1983), storico, docente di storia medioevale, presidente dell’Istituto storico italiano per il Medioevo, in cui si mette in primo piano il profilo di un uomo che diventa quasi profeta, nel senso biblico ed escatologico cristiano della parola, con un’opera, La Divina Commedia in cui realtà storica e trascendente sono ricomposte in una superiore unità di poesia e di fede. Tema già affrontato da insigni studiosi, ma che Morghen riprende per parlare del pensiero di Dante in rapporto alle correnti spirituali del suo tempo: quel movimento di attesa che contrassegna la religiosità dell’ultimo Medioevo tra l’apparizione di S. Francesco e la condanna degli Spirituali di Pietro di Giovanni Olivi che Dante forse conobbe tramite Ubertino da Casale conosciuto nel centro spirituale del culto dell’Olivi: il Convento di Santa Croce a Firenze.

Niccoli, Ottavia. Vedere con gli occhi del cuore: alle origini del potere delle immagini. Roma-Bari: Laterza. Tra Medioevo e età moderna «è nelle immagini sacre che la capacità comunicativa delle rappresentazioni figurate si manifesta in forma esplosiva». Ottavia Niccoli, già docente di Storia moderna presso l’Università di Bologna e l’Università di Trento, ha incentrato i suoi studi sulla storia sociale, culturale e religiosa della prima età moderna, con particolare riferimento all’uso delle immagini come fonti storiche. In questo libro che si apre con un capitolo dedicato alla quaresima del 1424, quando Bernardino da Siena presentò, a Firenze, in Santa Croce, il suo celebre trigramma che rimarrà nell’iconografia che lo raffigura, l’autrice indaga la relazione tra i fedeli e le immagini considerate, nel tardo Medioevo, come totalmente reali. Oggetto di una devozione quasi passionale, ad esse si ricorreva per chiedere salute e perdono fino a quando, a partire dalla seconda metà del Cinquecento, come conseguenza della riforma tridentina, diventano oggetto di reverenza e omaggio. Un argomento molto studiato, ma qui trattato da una prospettiva storico-culturale, finalizzata a una ricostruzione dell’uso delle immagini all’interno di un contesto definito.

Piva, Paolo. Arte medievale. Le vie dello spazio liturgico. Milano: Jaca Book. L’importanza del contesto. Funzioni e ‘segni’ sono gli elementi interpretativi indispensabili per la lettura storico-artistica di un monumento. L’arte medievale è in stretto rapporto con il contesto culturale che l’ha prodotta pertanto, senza relazione con il contesto, rischia di non essere colta nel suo pieno significato. Quest’opera affronta, in particolare, i percorsi e i complessi scultorei e pittorici degli spazi liturgici medievali: gli apparati decorativi delle chiese medievali, lontano da essere esclusivamente messaggi rivolti ai fedeli laici, costituiscono il completamento iconografico della funzione liturgica per cui l’edificio è stato costruito. Così, ad esempio, capitelli figurati diventano non più solo moniti per laici, ma anche riferimenti liturgici e agli atti rituali.. Le immagini agiscono in favore di una maggiore evidenza della liturgia, come avviene, per esempio, anche per l’avvenimento redentivo della Passione. Apparati bibliografici di riferimento. Il volume è disponibile in sala di lettura.

Scrivere di santi. Atti del 2. Convegno di studio dell’Associazione italiana per lo studio della santità, dei culti e dell’agiografia, Napoli, 22-25 ottobre 1997, a cura di Gennaro Luongo. Roma: Viella. Il volume mette in luce la plurivalenza del documento agiografico che, oltre a distinguersi per la finalità di edificazione, ha implicazioni in ambito teologico, socio-politico, antropologico, artistico. I contributi si caratterizzano per la forte interdisciplinarità e pongono al centro del dibattito i generi letterari agiografici e la loro evoluzione, considerando anche testi non strettamente agiografici, per esplorare tutto l’universo della santità, come l’interesse per l’approccio alle fonti agiografiche di Dante e Boccaccio, l’esplorazione dei poemetti latini e volgari di contenuto agiografico dei secoli XV e XVI, l’indagine sulle scritture femminili all’interno di un monastero di clausura, per arrivare al rapporto tra testo scritto e testo figurato.

Thode, Henry. Francesco d’Assisi e le origini dell’arte del Rinascimento in Italia, a cura di Luciano Bellosi. Roma: Donzelli. Per lo storico dell’arte tedesco Henry Thode (1857-1920), Francesco d’Assisi rappresenta un movimento che non fu solo di ambito religioso. Nessuna delle sue forme espressive è stata così eloquente come quella artistica che abbina la forza sovvertitrice della religiosità francescana al potenziale di innovazione estetica del movimento giottesco. Le modalità di rappresentazione della vita del Santo, le tipologie degli edifici di culto francescani, i rapporti tra predicazione, poesia e rappresentazione figurativa, le grandi allegorie della povertà, della castità, dell’obbedienza, disegnano l’itinerario geografico e ideale di una rivoluzione spirituale e artistica destinata a segnare l’intera storia dell’Occidente. Dopo un’ampia digressione su Francesco e lo sviluppo dell’Ordine, Thode si sofferma sulle rappresentazioni del Santo, sulla descrizione di Santa Croce a Firenze, sul contributo del francescanesimo all’arte italiana (lavori scientifici, predicazione e poesia), al modo di rappresentare Cristo, la Vergine, l’aldilà, i santi e le rappresentazioni allegoriche.