{"id":420,"date":"2012-08-15T16:21:58","date_gmt":"2012-08-15T15:21:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/?p=420"},"modified":"2020-08-11T10:30:44","modified_gmt":"2020-08-11T09:30:44","slug":"il-cantiere-di-restauro-della-cappella-maggiore-di-santa-croce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/?p=420","title":{"rendered":"Il cantiere di restauro della Cappella Maggiore di Santa Croce"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Soria e cronologia\u00a0<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><a href=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/LUNETTA.jpeg.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-421\" title=\"LUNETTA.jpeg\" src=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/LUNETTA.jpeg.jpg\" alt=\"\" width=\"425\" height=\"477\" srcset=\"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/LUNETTA.jpeg.jpg 425w, https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/LUNETTA.jpeg-267x300.jpg 267w\" sizes=\"auto, (max-width: 425px) 100vw, 425px\" \/><\/a><\/span><\/h2>\n<div>\n<table width=\"709\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"698\">\n<div>\n<table width=\"500\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"739\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cantiere di restauro degli affreschi rappresentanti la <em>Leggenda<\/em><em> della Vera Croce, <\/em>realizzati negli \u00a0 anni &#8217;80 del Trecento sulle pareti della Cappella Maggiore di Santa Croce \u00a0 dalla feconda bottega pittorica di Agnolo Gaddi, \u00e8 nato \u00a0 grazie al concorso di molte forze economiche, tecnologiche e scientifiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia ebbe inizio in \u00a0 Giappone, con la trasmissione, nel 2002, di un documentario a cura del prof. \u00a0 Takaharu Miyashita, docente di Storia dell&#8217; Arte Italiana dell&#8217;Universit\u00e0 di \u00a0 Kanazawa, in Giappone, sulla rete televisiva nazionale giapponese NHK che \u00a0 illustrava diversi siti artistici italiani con particolare accento sui cicli \u00a0 in affresco Medievali e Rinascimentali e l&#8217;attivit\u00e0 di restauro in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito al documentario \u00a0 il sig. Tetsuya Kuroda (un ricco uomo d&#8217;affari giapponese) prese contatti con \u00a0 il prof. Miyashita proponendogli di offrire una considerevole somma di denaro \u00a0 da devolvere al restauro di un ciclo pittorico dell&#8217;arte toscana e in \u00a0 particolare fiorentina. Al prof Miyashita era affidata la scelta di questo \u00a0 ciclo e i contatti col mondo italiano per avviare i restauri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prof. Miyashita aveva \u00a0 studiato negli anni &#8217;70 in Italia, frequentando l&#8217;Universit\u00e0 a Perugia (per \u00a0 stranieri) e poi a Firenze. E a Firenze era rimasto anche dopo la laurea, \u00a0 lavorando come lettore di giapponese con Fosco Maraini, all&#8217;Universit\u00e0. A \u00a0 Firenze sono nati i suoi figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da tempo il prof. \u00a0 Miyashita aveva anche contatti con l&#8217;Opificio delle Pietre Dure che aveva \u00a0 organizzato delle lezioni di restauro in Giappone. Quindi il professore \u00a0 contatta subito l&#8217;Opificio per questa donazione, tra il 2002-2003.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo alcuni sopralluoghi \u00a0 fatti in Toscana e a Firenze, la cappella di Santa Croce, che mostrava chiari \u00a0 segni di degrado in atto, apparve corrispondere anche ai requisiti dello \u00a0 sponsor.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vastit\u00e0 della \u00a0 superficie pittorica (circa 800 mq) richiedeva per\u00f2 un notevole investimento \u00a0 di risorse economiche, maggiore di quelle a disposizione, e per questo fu \u00a0 risolutivo il concorso dell&#8217;Opera di Santa Croce che rispose con generosit\u00e0 \u00a0 al progetto, mettendo a disposizione una quota di finanziamento \u00a0 indispensabile per iniziare il cantiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si giunse quindi alla firma di un contratto, 1&#8217;8 \u00a0 novembre 2004, tra Universit\u00e0 di Kanazawa, Opificio delle Pietre Dure e Opera \u00a0 di Santa Croce.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/RTEGINA-DI-SABA4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-457\" title=\"RTEGINA DI SABA\" src=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/RTEGINA-DI-SABA4-209x300.jpg\" alt=\"\" width=\"209\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/RTEGINA-DI-SABA4-209x300.jpg 209w, https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/RTEGINA-DI-SABA4.jpg 235w\" sizes=\"auto, (max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/P10505343.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-458\" title=\"P1050534\" src=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/P10505343-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/P10505343-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/P10505343.jpg 255w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div>\n<table width=\"500\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"739\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella primavera del 2005 veniva cos\u00ec montato il \u00a0 ponteggio e si iniziava la rilevazione dello stato di conservazione delle \u00a0 pitture murali, scoprendo una condizione di degrado assai pi\u00f9 grave di quella \u00a0 ipotizzabile ad una prima osservazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle cause del \u00a0 degrado individuate era quella senz&#8217;altro pi\u00f9 frequente negli affreschi \u00e8 \u00a0 cio\u00e8 la presenza di gesso, un prodotto di trasformazione del carbonato di \u00a0 calcio (il &#8220;legante&#8221; dell&#8217;affresco), dovuta principalmente \u00a0 all&#8217;interazione tra inquinamento e umidit\u00e0 atmosferica. Poich\u00e9 questo \u00a0 processo causa la scomparsa del legante, l&#8217;affresco &#8220;spolvera&#8221;, \u00a0 cio\u00e8 perde pigmento anche perch\u00e9 il gesso ha un volume molare doppio di \u00a0 quello del carbonato di calcio e quindi spinge verso l&#8217;esterno il pigmento. \u00a0 Oltre alla presenza di gesso, nelle stesure pittoriche si rilevavano molte \u00a0 esfoliazioni soprattutto delle campiture ottenute con pigmenti a base di \u00a0 terre (verde, rosso e giallo) e danni di altro genere causati da vecchi \u00a0 fissativi, polvere, nerofumo e ritocchi pittorici ovunque. Da un punto di \u00a0 vista strutturale notevoli erano le crepe di assestamento delle murature e le \u00a0 infiltrazioni di acqua dall&#8217;esterno.<\/p>\n<div>\n<table width=\"500\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"739\">A queste osservazioni \u00a0 seguivano le analisi scientifiche, che hanno coinvolto il Laboratorio \u00a0 Scientifico dell&#8217;OPD e molte altre istituzioni del CNR e dell&#8217;Universit\u00e0, \u00a0 partner dell&#8217;OPD, che hanno consentito di arrivare ad una conoscenza \u00a0 oggettiva della situazione di degrado, delle sue cause specifiche e della \u00a0 tecnica esecutiva originaria e poter elaborare le scelte operative pi\u00f9 \u00a0 consone alla risoluzione dei problemi conservativi.<\/p>\n<p>Questi, sia ben chiaro, \u00a0 devono andare oltre gli effetti meramente eclatanti che di solito ci si \u00a0 aspettano dal restauro (la diversit\u00e0 estetica tra il &#8220;prima&#8221; e il \u00a0 &#8220;dopo&#8221;), ma soprattutto cercare di garantire la conservazione delle \u00a0 opere nel tempo, rispondendo alle esigenze strutturali, ai problemi indotti \u00a0 dal degrado e dall&#8217;invecchiamento dei materiali originali, dalle condizioni \u00a0 atmosferiche e di inquinamento, dalla interazione tra materiali originali e \u00a0 materiali, spesso non idonei, apportati nel corso di restauri antichi.<\/p>\n<p>Per la documentazione \u00a0 dell&#8217; intervento in tutte le sue fasi e la messa in relazione tra loro dei \u00a0 risultati delle varie indagini (in forma testuale, grafica, video e web), \u00e8 \u00a0 utilizzato il sistema integrato <em>Modus Operandi\u00ae, <\/em>della \u00a0 societ\u00e0 <em>Culturanuova \u00a0 <\/em>di Arezzo, che rende possibile l&#8217;utilizzo dei dati \u00a0 diversi a vari livelli di fruizione, da quello dell&#8217;operatore specializzato a \u00a0 quello del grande pubblico, cui le operazioni e le fasi del restauro possono \u00a0 essere comunicate anche in tempo reale.<\/p>\n<p>I lavori si sono conclusi nell&#8217;ottobre del 2010 e con la \u00a0 giornata di oggi iniziano le fasi di presentazione al pubblico, disseminazione \u00a0 dei risultati e diffusione scientifica che da sempre caratterizzano la \u00a0 filosofia del restauro propria dell&#8217;OPD. A partire dalla condivisa decisione \u00a0 da parte dell&#8217;Opera di Santa Croce di aprire i ponteggi al pubblico per \u00a0 consentire quanto pi\u00f9 possibile la straordinaria fruizione da vicino di \u00a0 questo fantastico ciclo di pitture murali; per continuare con la messa \u00a0 on-line dei materiali iconografici e. tecnico-scientifici all&#8217;indirizzo web: <span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.modusexplorer.netlmodusexplorer\/\">http:\/\/www.modusexplorer.netlModusExplorer<\/a> \u00a0 .aspx? Appld- Restau roCappeJlaMagaiore<\/span>,<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/P10503882.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-460\" title=\"P1050388\" src=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/P10503882.jpg\" alt=\"\" width=\"283\" height=\"213\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<table width=\"711\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"833\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Soria e cronologia\u00a0 Il cantiere di restauro degli affreschi rappresentanti la Leggenda della Vera Croce, realizzati negli \u00a0 anni &#8217;80 del Trecento sulle pareti della Cappella Maggiore di Santa Croce \u00a0 dalla feconda bottega pittorica di Agnolo Gaddi, \u00e8 nato \u00a0 grazie al concorso di molte forze economiche, tecnologiche e scientifiche. 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