{"id":326,"date":"2016-12-08T18:44:59","date_gmt":"2016-12-08T17:44:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/?p=326"},"modified":"2023-05-08T10:35:56","modified_gmt":"2023-05-08T09:35:56","slug":"la-biblioteca-di-santa-croce-tra-passato-e-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/?p=326","title":{"rendered":"La Biblioteca di Santa Croce a Firenze"},"content":{"rendered":"<h5><span style=\"color: #008080;\"><a style=\"color: #008080;\" href=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/BIBLIOTECA-ANTICA-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-329 aligncenter\" title=\"Created by Readiris, Copyright IRIS 2007\" src=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/BIBLIOTECA-ANTICA-1-300x222.jpg\" alt=\"\" width=\"264\" height=\"164\" \/><\/a><\/span><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\"><em>Una delle testimonianze pi\u00f9 organiche sullo svolgimento della cultura \u00e8, indubbiamente, la storia delle biblioteche nella quale ogni realt\u00e0 esprime e presenta se stessa <\/em><\/span><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\">L\u2019antica biblioteca<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">\u2018Santi del libro\u2019, cos\u00ec sono stati definiti san Francesco e san Domenico perch\u00e9 le loro biblioteche, che si formano con l\u2019istituzione del convento e in un momento di particolare sviluppo della tradizione manoscritta, sono vere biblioteche di studio, risultato di apporti diversi, il cui inserimento nel contesto cittadino le porta ad essere punti di riferimento culturale e spirituale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Il primo nucleo della<em> Biblioteca di Santa Croce<\/em> inizia a costituirsi ai tempi dell\u2019insediamento della comunit\u00e0 francescana a Firenze. Frate Bernardo Quintavalle e frate Egidio arrivano a Firenze nel 1209, seguiti da Francesco nel 1211, e trovano ospitalit\u00e0 vicino ad una piccola chiesa, in mezzo a un prato sulla riva del fiume Mugnone. La chiesetta\u00a0\u00e8 dedicata all\u2019Assunzione ed \u00e8\u00a0chiamata <em>Santa Maria a San Gallo<\/em> o, pi\u00f9 comunemente, <em>Santa Maria del popolo<\/em>. Con atto di donazione del 5 ottobre 1218 i proprietari del terreno, Guido o Guidolotto di Volto dell\u2019Orco e sua moglie Bernardesca, decidono di donare la loro propriet\u00e0 a Santa Romana Chiesa\u00a0che metter\u00e0 sotto la sua protezione i frati del\u00a0piccolo ospizio per pellegrini e poverelli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Il 22 settembre 1220 Papa Onorio III, con la Bolla <em>Cum<\/em><em> secundum consilium,\u00a0<\/em>stabilisce anche per i Minori l\u2019obbligo del <em>noviziato<\/em>. Forse proprio\u00a0in seguito a questa disposizione, nel 1221,\u00a0viene offerto ai frati un luogo pi\u00f9 idoneo alle nuove necessit\u00e0 di spazio e di organizzazione : la bolla <em>Sacrosanta Romana Ecclesia<\/em> del 1228 con la quale Papa Gregorio IX prende sotto la sua protezione chiesa, convento e\u00a0 Francescani, lo identifica con <em>Santa Croce<\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">In questo periodo iniziano a formarsi presso i conventi dei Francescani raccolte di libri di uso comune, utili per prepararsi alla lettura, al canto, alla preghiera, ma con il tempo si incoraggia l\u2019istituzione di vere e proprie biblioteche per assicurare ai frati tutti i libri necessari allo studio, considerato che sono molto costosi e che \u00e8 meglio non possederne a titolo personale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Attraverso le note e gli <em>ex libris<\/em> dei codici appartenuti alla <em>Biblioteca di\u00a0Santa Croce<\/em>, attualmente conservati presso la <em>Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze<\/em> e la <em>Biblioteca Medicea Laurenziana<\/em>, si riconoscono esemplari confluiti per acquisto, per dono e per lascito. Insieme, infatti, agli acquisti di alcune opere fondamentali e di uso comune, sono presenti nuclei di codici pervenuti tramite donazione, magari\u00a0ricevuti per disposizione testamentaria: raccolte individuali che si integrano con la biblioteca del convento. Troviamo, per esempio, un codice con il <em>Nuovo Testamento<\/em> donato nel 1230 dal Vescovo di Firenze, Giovanni, alla sua morte. La prima acquisizione datata risale al 1246, quando viene acquistato il manoscritto del <em>Decretum Gratiani : <\/em>\u00a0la celebre raccolta di fonti di diritto canonico del monaco Graziano, risalente al XII secolo, altrimenti conosciuta come <em>Concordia dicordantium canonum<\/em>,\u00a0\u00e8 impiegata nelle scuole di arti liberali quale opera didattico-dottrinale, e in quelle ecclesiastiche a fini pratico-forensi .<\/span><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\">Gli &#8216;studia&#8217;, lo Studium di Santa Croce<\/span><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Proprio intorno\u00a0alla met\u00e0 del XIII secolo iniziano ad essere istituite, presso i Francescani, delle scuole, dette <em>studia<\/em>, dove le lezioni\u00a0sono pubbliche e in cui\u00a0sono ammessi anche i laici, come presso i Domenicani. Circa a questo periodo risalgono anche i primi <em>Studi provinciali<\/em>\u00a0 per la formazione culturale e spirituale dei religiosi. Secondo le <em>Costituzioni di Narbona<\/em> di s. Bonaventura, del 1260, i futuri chierici devono inoltre\u00a0seguire il <em>Trivium<\/em>\u00a0ed il <em>Quadrivium.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Sappiamo che <em>Dante Alighieri<\/em>\u00a0frequenta lo<em> Studium <\/em>di Santa Croce, come lui stesso afferma nel <em>Convivio<\/em>, probabilmente tra il tra il 1291 e il 1295. In questo periodo iniziano anche i lavori per la costruzione della Chiesa attuale (1294) e la biblioteca, che deve riflettere l\u2019organizzazione dello <em>studium<\/em>, \u00e8 gi\u00e0 una realt\u00e0 visto che il Poeta, probabilmente, frequenta Santa Croce anche come sede di lettura, oltre che di apprendimento, come infatti \u00e8 stato\u00a0 ipotizzato: all\u2019interno degli Ordini mendicanti si sta affermando un nuovo modello di biblioteca incentrato sull\u2019aspetto della consultazione con i libri incatenati a banchi di lettura, o plutei, e collocati in base a classificazioni tematiche che riprendono quelle dei piani di studio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">A partire dalla met\u00e0 del XIV secolo, la <em>collectio librorum<\/em> di Santa Croce si presenta come una ricca raccolta pubblica rappresentativa di una nuova importante realt\u00e0 culturale: lo <em>Studium generale<\/em> dell\u2019Ordine. Nel 1364, inoltre, Santa Croce diventa sede della quarta <em>Facolt\u00e0 teologica<\/em> francescana, gi\u00e0 attiva nelle citt\u00e0 di Bologna, Padova e Perugia, e lo <em>studium<\/em> vi viene incorporato. Riflesso della realt\u00e0 culturale che la circonda, la raccolta in questo periodo sembra assumere una propria fisionomia come si evince dalla presenza, nelle note di possesso presenti sui codici, della parola <em>armarium,<\/em> per indicare il luogo di conservazione, al posto del pi\u00f9 generale termine <em>conventus<\/em> precedentemente impiegato. La biblioteca, o \u2018armario\u2019, comprendeva principalmente opere di biblica ed esegesi, di patristica, teologia e filosofia, vite dei padri, dei santi e dei martiri, trattati grammaticali e retorici, autori classici. Molte sono le opere giuridiche, come le <em>Constitutiones contra haereticos<\/em> che ci ricordano che fin dal 1254, con papa Innocenzo IV, era stato affidato ai Francescani l\u2019ufficio di inquisitori e che l\u2019inquisizione di tutta Italia centro-settentrionale aveva la sua sede nel Convento di Santa Croce.<\/span><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\">I grandi corali<\/span><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Presso la sacrestia, invece,\u00a0sono tenuti i manoscritti che servono al servizio liturgico, i \u2018libri da coro\u2019 o corali, <em>antifonari<\/em> e <em>graduali<\/em>, e i <em>messali,<\/em> i <em>breviari<\/em>, i <em>lezionari,<\/em> i pi\u00f9 con pregevoli miniature di stile francese o bolognese che testimoniano il rapporto con gli <em>studia <\/em>e le biblioteche di Parigi e Bologna; fra questi solo il <em>Pontificale\u00a0<\/em>\u00e8 tenuto in biblioteca, Sappiamo che la messa conventuale era cantata ogni giorno, san Francesco stesso aveva inserito il canto nell\u2019ufficio raccomandando ai frati di non badare solo alla melodia ma di mettere piuttosto lo spirito in armonia con le parole, per piacere a Dio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Naturalmente l\u2019utilizzo della biblioteca, che deve essere utile a una comunit\u00e0 di religiosi e laici, prevede delle regole da rispettare: per chiedere in lettura un libro\u00a0\u00e8 necessaria l\u2019autorizzazione dell\u2019<em>Armarista<\/em>, o del <em>Sacrista<\/em>, il prestito deve essere rinnovato ogni quindici giorni o a massimo ogni mese; le inadempienze sono punite con la temporanea esclusione da questo servizio.<\/span><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\">La biblioteca secondo padre Tedaldo<\/span><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Lo Scisma d\u2019Occidente, del 1377, oltre all\u2019allontanamento dei Francescani dai grandi studi fuori dall\u2019Italia,\u00a0porta alla rottura dei rapporti tra Santa Croce, fedele al Papa di Roma, e lo Studio di Parigi, \u2018<em>Mater theologorum\u2019<\/em>, unito all\u2019antipapa Clemente VII. Da questo momento in poi Santa Croce volge l\u2019attenzione soprattutto alla realt\u00e0 culturale fiorentina\u00a0e grazie al <em>padre Tedaldo della Casa<\/em>, letterato ed esperto nelle opere del Petrarca, che d\u00e0 alla biblioteca un carattere umanistico trasformandola in un centro di nuovi interessi. Grazie a Tedaldo la raccolta si arricchisce di testi teologici e relativi alla storia dell\u2019Ordine ma soprattutto letterari, specialmente di autori classici. Tedaldo, inoltre, interessato alla vicenda degli Spirituali, colloca in biblioteca alcuni scritti di <em>Pietro di Giovanni Olivi,<\/em> difensore della corrente spirituale, rigorista all\u2019interno dell\u2019Ordine francescano e professore di teologia (lector) tra il 1287 e il 1289 in Santa Croce, le cui opere erano state proibite dal Capitolo di Assisi del 1354. Altri donatori seguono l\u2019esempio di Tedaldo: <em>Cosimo de\u2019 Medici, Giovanni de\u2019 Medici, Nicol\u00f2 Spinelli e Sebastiano Bucelli<strong>,<\/strong><\/em> responsabile della biblioteca, a cui sono attribuite le acquisizioni di ben 37 codici, quasi tutti di autori classici latini.<\/span><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\">Una nuova sede\u00a0<\/span><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008080;\"><span style=\"color: #808080;\">Nel 1427 <em>l\u2019Arte dei Mercatanti<\/em> o di<em> Calimala<\/em>,\u00a0 si assume le spese di incremento e di manutenzione dei manoscritti e la biblioteca trova anche una nuova adeguata sede nell&#8217;ala del convento a sud del primo chiostro. I lavori sono eseguiti grazie all\u2019eredit\u00e0 di un laico, di nome <em>Michele Guardini,<\/em> lasciata all\u2019Arte, che doveva essere impiegata, per volont\u00e0 del testatore, per scopi di pubblica utilit\u00e0. Sul muro esterno del loggiato superiore che si affaccia sul secondo chiostro \u00e8 ancora oggi possibile vedere l\u2019arma del testatore, un bove rampante, accanto allo stemma dell\u2019Arte di Calimala, un\u2019aquila che ghermisce un torsello.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">La nuova\u00a0biblioteca si presenta, secondo la tradizione, come un\u2019unica aula rettangolare con settanta plutei disposti su due file, <em>\u2026<\/em><em>ex parte ecclesiae<\/em> e <em>ex parte claustri\u2026, <\/em>dove trovavano collocazione 785 codici \u2018catenati\u2019. Qualche anno pi\u00f9 tardi ne viene stilato l\u2019inventario che serve al bibliotecario, eletto dal Magistrato dei Mercatanti, per fare il riscontro dei codici.<\/span><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\">San Bernardino da Siena e gli altri&#8230;<\/span><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Sappiamo che anche <em>san Bernardino da Siena<\/em>\u00a0frequenta la\u00a0<em>Biblioteca di Santa Croce<\/em> in occasione dei suoi soggiorni a Fiesole presso il Convento di San Francesco e per le sue prediche in Santa Croce che hanno luogo nel 1424 e nel 1425, come risulta dai codici che le riportano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Nei secoli XVI e XVII la <em>Biblioteca d Santa Croce\u00a0<\/em>continua ad essere considerata un luogo di lettura e studio importante se anche <em>Bernard de Montfaucon<\/em> e <em>Jean Mabillon,<\/em> padri della paleografia e degli studi storico-filologici, ne lodano la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 sul finire del Seicento.<\/span><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\">Il crepuscolo: la fine di una grande istituzione<\/span><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Nel secolo successivo la situazione, tuttavia, non \u00e8 pi\u00f9 la stessa: forse i codici vengono trascurati e il <em>granduca Pietro Leopoldo<\/em>, con motuproprio del 1766,\u00a0ne stabilisce\u00a0il trasferimento presso la <em>Biblioteca Medicea Laurenziana<\/em>, <em>\u2026<\/em><em>per maggiore comodit\u00e0 degli studiosi\u2026<\/em>, dove <em>Angelo Maria Bandini<\/em>, prefetto della Biblioteca, ne stila un nuovo catalogo. Degli antichi codici al convento rimangono i corali, i graduali, i lezionari, perch\u00e9 utili all\u2019esercizio del culto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Dal 1767, a causa di un\u2019epidemia, gli ambienti che\u00a0un tempo avevano ospitato i codici della biblioteca,\u00a0sono adibiti a succursale dell\u2019Ospedale di Santa Maria Nuova. I frati stessi si prodigano nell\u2019assistenza ai malati e, una volta scomparsa la malattia,\u00a0ottengono il permesso di\u00a0trasferire, in questi stessi ambienti, la raccolta dei libri del convento, quelli\u00a0a stampa, collocata al piano terreno, in un locale umido ed esposto alle inondazioni. Non solo, nel 1772 il Granduca fa riportare in Santa Croce, dalla <em>Laurenziana,<\/em> ben 165 codici manoscritti, tanto che in ricordo del &#8216;dono&#8217; viene apposta dai frati all\u2019ingresso della biblioteca una lapide marmorea.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">I Francescani\u00a0possono cos\u00ec ricostituire\u00a0la loro Biblioteca in Santa Croce, risultato anche questa di diversi apporti come dimostra la donazione, del 1792, della raccolta privata del nobile fiorentino Orlando Malavolti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">In seguito al decreto napoleonico del 29 aprile 1808, seguito da quello del 13 settembre 1810 che prevede la totale soppressione dei conventi, tutti beni di Santa Croce, mobili e immobili, sono incamerati dallo Stato e affidati all\u2019amministrazione del Registro e del Demanio. I frati stessi sono allontanati dalla Chiesa che viene trasformata in parrocchia. I beni incamerati comprendono anche la biblioteca (insieme ai diplomi, le carte e i documenti), rimangono i libri necessari al culto. Alcuni codici, circa venti, passano alla<em> Biblioteca Medicea Laurenziana<\/em>, mentre la restante parte della raccolta libraria\u00a0\u00e8 ceduta alla <em>Biblioteca Magliabechiana,<\/em> l\u2019attuale Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, che l\u2019acquisisce ufficialmente il 17 marzo del 1812.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Nel 1814, con la restaurazione del governo lorenese, ai Francescani\u00a0\u00e8 restituita la Chiesa e il Convento, con un motuproprio del 14 dicembre.\u00a0Tuttavia, &#8220;per consentire la consultazione delle carte che riguardano i beni acquisiti dopo la sua soppressione&#8221;, non pu\u00f2\u00a0essere restituito\u00a0l\u2019archivio del Convento. \u00a0A tal scopo era\u00a0stato istituito l\u2019<em>Archivio delle corporazioni religiose soppresse <\/em>che, dal 1852, \u00e8\u00a0 portato, insieme ad altri fondi, presso il nuovo Archivio di Stato di Firenze, allora agli Uffizi. La raccolta libraria, per la parte manoscritta, rimane divisa tra la <em>Biblioteca Medicea Laurenziana<\/em> e la <em>Biblioteca Nazionale Centrale<\/em>, nei rispettivi fondi <em>Conventi <span style=\"color: #808080;\">soppressi<\/span> <\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Durante il periodo napoleonico il secondo chiostro era stato trasformato in alloggio per militari, ma anche dopo la riabilitazione dei Francescani alcuni ambienti\u00a0\u00a0vengono adibiti ad attivit\u00e0 estranee al Convento: come il refettorio che, dal 1842 al 1862, \u00e8 sede di una manifattura di tappeti, o come i locali un tempo utilizzati dall\u2019Inquisizione che, dal 1838, ospitano una scuola infantile per femmine.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Con il trasferimento della Capitale a Firenze, stabilito con legge n. 2032 dell\u201911 dicembre 1864, Santa Croce\u00a0\u00e8 scelta per ospitare una sezione del Ministero delle Finanze, la <em>Direzione Generale del Debito Pubblico<\/em>, in conformit\u00e0 a quanto stabilito dalla legge n. 384 del 22 dicembre 1861 che premetteva al Governo di occupare i conventi per cause di pubblico servizio. Gli uffici della Direzione, ricavati dalle celle dei frati (l\u2019ex dormitorio), unite a due a due, trovano posto negli ambienti a lato del Chiostro del Brunelleschi. Per i frati \u00e8 realizzato dietro la Chiesa un \u2018conventino&#8217; separato dal resto con alcune celle.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Nel 1866 ai Francescani non \u00e8 pi\u00f9 riconosciuta personalit\u00e0 giuridica in base al regio decreto 3036 del 7 luglio 1866 che sancisce la totale soppressione degli ordini, corporazioni e congregazioni religiose (in esecuzione della legge del 28 giugno 1866 n. 2987), seguito dalla legge 3848 del 15 agosto 1867 riguardante la liquidazione dell\u2019Asse ecclesiastico. Gli edifici sacri tenuti aperti al culto in quanto riconosciuti utili alle esigenze spirituali della popolazione, come Santa Croce, passano al <em>Fondo per il Culto<\/em>, dipendente dal <em>Ministero della Giustizia e dei Culti,<\/em> a cui\u00a0\u00e8 affidato il compito di erogare le pensioni ai membri delle case religiose soppresse. I conventi, invece,\u00a0sono consegnati all\u2019amministrazione del <em>Demanio<\/em> che si occupa della loro alienazione, in base ad una legge del 1862, e devoluzione, pagando una rendita al Fondo per il Culto. In questo modo \u00e8 reso commerciabile il vasto patrimonio immobiliare della Chiesa, mentre gli oggetti di valore storico-artistico degli ex conventi sono devoluti dal <em>Demanio<\/em> ai musei e alle pubbliche biblioteche della Provincia, come previsto dal decreto 3036.<\/span><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\">Il Chiostro del Brunelleschi\u00a0<\/span><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Di l\u00ec a poco, assumendosi le spese per le pensioni dovute ai religiosi, il Comune ottiene l\u2019ex Convento di Santa Croce. Alcuni ambienti sono dati in uso alla <em>Scuola professionale per le arti decorative e industriali<\/em>, il futuro <em>Istituto d\u2019arte<\/em>, che nel 1878 si trasferisce in un&#8217;ala dell\u2019ex Convento, quella tra i due grandi chiostri, che\u00a0un tempo\u00a0aveva ospitato la\u00a0<em>Biblioteca di Santa Croce<\/em>.\u00a0Gli ambienti invece\u00a0del secondo chiostro, il Chiostro del Brunelleschi, rimasti in conto all\u2019amministrazione del Demanio, gi\u00e0 utilizzati dall\u2019Ufficio del Ministero delle Finanze, trasferito a Roma,\u00a0sono occupati dalla <em>Direzione territoriale del Genio<\/em> che li utilizza per ospitare un battaglione di fanteria e alcuni uffici dell\u2019amministrazione militare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Nel 1902 l&#8217;amministrazione comunale decide di rinunciare ad alcuni ambienti limitrofi al Chiostro del Brunelleschi che, una volta passato al Ministero della Pubblica Istruzione, di fatto viene interamente compreso nel nuovo edificio della Biblioteca Nazionale. Non sono tuttavia considerati gli ambienti del Chiostro occupati dalla <em>Scuola professionale per le arti decorative e industriali<\/em> ceduti, in previsione del suo trasferimento a Porta Romana, nuovamente al Demanio, e poi compresi nell\u2019edificio della Biblioteca Nazionale Centrale solo nel 1909.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008080;\"><span style=\"color: #808080;\">Qui, al primo piano, al posto della grande e luminosa aula nella quale gli allievi della Scuola traevano spunto dai modelli di gesso e dai fiori, ha trovato posto uno dei pi\u00f9 grandi depositi di libri dell\u2019Istituto. L\u2019ambiente, un tempo sede della raccolta degli antichi codici di Santa Croce, \u00e8 tornato ad essere una biblioteca.<\/span><\/span><span style=\"color: #008080;\"><a style=\"color: #008080;\" href=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/FOTO-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-334\" title=\"Created by Readiris, Copyright IRIS 2007\" src=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/FOTO-7.jpg\" alt=\"\" width=\"356\" height=\"236\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008080;\">\u00a0<em>Il Convento di Santa Croce nel 1718<\/em><\/span><\/h5>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\"><a style=\"color: #993300;\" href=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/?p=1534\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>\u00a0 <span style=\"text-decoration: underline;\">La nuova biblioteca<\/span><\/strong><\/a><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"color: #808080;\">\u2026 abbiamo gi\u00e0 raccolto i volumi esistenti nei conventi della nostra Provincia [\u2026] con la certezza di potere [\u2026] ampliarla e renderla atta il pi\u00f9 possibile al suo scopo e cio\u00e8 quello di dare incremento agli studi religiosi, storici e francescani. Per questo abbiamo voluto che la biblioteca non fosse limitata ai religiosi del nostro Ordine ma aperta a tutti<\/span><strong><span style=\"color: #808080;\">.<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Dopo i provvedimenti legislativi ottocenteschi che avevano visto l\u2019incameramento, da parte dello Stato, dei beni degli ordini religiosi, si ricostituisce presso l\u2019ex Convento di Santa Croce una raccolta di libri di uso comune, utile inizialmente a quei religiosi che vi sono rimasti e che continuano a curare l\u2019officiatura, sebbene non in forma ufficiale non avendo l\u2019Ordine riconoscimento legale. E\u2019 sufficiente prendere in considerazione i primi inventari dei beni in uso al Convento che dalla fine del secolo, da un nucleo di circa 660 opere bibliografiche, registrano una raccolta libraria in continua crescita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">In un primo momento gli argomenti sono quelli di una raccolta che deve servire soprattutto alla vita dei religiosi nel Convento. Ormai l&#8217;insegnamento della religione, un tempo parte programma educativo, \u00e8 facoltativo. Nel 1873 erano state soppresse le Facolt\u00e0 teologiche nelle Universit\u00e0 di Stato, rimanevano solo quelle ecclesiastiche i cui titoli non erano riconosciuti .<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">La raccolta, che non sembra avere, almeno inizialmente, un particolare ordinamento per una quotidiana fruizione del materiale, comprende comunque non poche opere: prediche, orazioni, sermoni, vite dei santi e dei beati, scritti esegetici, apologetici, teologici e non mancano opere storiche, letterarie e riguardanti la storia dell\u2019Ordine.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Ai primi anni del Novecento negli inventari si descrive una raccolta conservata in quattro scaffali grandi pi\u00f9 due pi\u00f9 piccoli \u2026<em>pieni di libri<\/em>\u2026, con rispettivo catalogo, segno di una maggiore consapevolezza della raccolta. La troviamo in un ambiente al quale si accede dalla \u2018Sala del Noviziato\u2019, in quell&#8217;ala collocata nella parte tergale del Complesso, verso gli &#8216;Orti&#8217;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Il 12 febbraio 1929\u00a0sono invece ceduti in uso ai religiosi\u00a0alcuni ambienti\u00a0dell\u2019ex Convento, limitrofi ai chiostri, del piano terreno, confinanti con la Cappella de&#8217;\u00a0Pazzi, con accesso sia dalla Chiesa sia dal primo chiostro a lato della Cappella,\u00a0e del primo piano, liberati dalla Scuola per le arti decorative e industriali trasferita definitivamente a Porta Romana nel 1923 .<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Che si potesse disporre di nuovi\u00a0ambienti lo si evince dall\u2019inventario del 1931 che, oltre a presentare una biblioteca accresciuta e gi\u00e0 organizzata per la lettura, con dieci scaffali e un grande tavolo con diverse seggiole, testimonia la presenza in Santa Croce di un <em>Collegio del Probandato<\/em>, il collegio degli aspiranti all\u2019Ordine, con una propria \u2018Sala studio\u2019. Con gli anni gli effetti delle \u2018leggi eversive\u2019 si erano stemperati e, dopo il <em>Concordato<\/em> del 1929, l\u2019insegnamento della religione, non pi\u00f9 facoltativo, era stato affidato a sacerdoti e religiosi, approvati dall\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Il riconoscimento della <em>Provincia Toscana dei Frati Minori Conventuali<\/em> come \u2018ente morale di culto\u2019, con sede principale nel Convento di Santa Croce, avviene nel 1933. Un anno dopo si registra la presenza e l\u2019attivit\u00e0 anche di una \u2018piccola scuola\u2019 oltre che di una \u2018scuola\u2019 presso il Collegio del Probandato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Nel 1944\u00a0\u00e8 inaugurata la nuova <em>Biblioteca di Santa Croce, <\/em>ulteriormente accresciuta,\u00a0\u00a0negli ambienti ceduti in uso ai frati nel 1929 e in occasione delle celebrazioni del quinto centenario della morte di <em>san Bernardino da Siena<\/em> (1380-1444): era il 20 maggio, festa del Santo,\u00a0il grande predicatore che aveva saputo abbinare fede e scienza. Per l\u2019occasione viene commissionata allo scultore <em>Ferrante Zambini<\/em> la statua collocata all\u2019ingresso della Biblioteca, raffigurante san Bernardino con in mano il suo celebre monogramma, raffigurato anche sulla facciata della <em>Basilica di Santa Croce.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #993300; text-decoration: underline;\">La sede<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">La biblioteca ha sede dove, un tempo, partiva il dormitorio superiore, che consisteva in un ampio e lungo corridoio sul quale si aprivano le porte delle celle dei frati. Vi si accede tramite l\u2019ampia scala che collega l&#8217;ambiente direttamente con la Chiesa, o con i chiostri. Un tempo, questo ambiente, fungeva anche da &#8216;anticamera&#8217; a quello che ospitava l\u2019antica <em>Biblioteca\u00a0di Santa Croce<\/em> (quella realizzata nel Quattrocento), diventato sede della Scuola per le arti decorative e industriali, quindi successivamente inglobato nella Biblioteca Nazionale Centrale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">L\u2019affresco con Cristo crocifisso, la Madonna e i santi che si pu\u00f2 vedere entrando in biblioteca, sulla destra (sec. XV, attr. Paolo Schiavo), doveva accogliere i religiosi e fungere da memento a un luogo dedicato alla meditazione e allo studio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Le raccolte<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008080;\"><a style=\"color: #008080;\" href=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/FOTO-81.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-336\" title=\"FOTO 8\" src=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/FOTO-81-193x300.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/FOTO-81-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/FOTO-81.jpg 227w\" sizes=\"auto, (max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a><span style=\"color: #808080;\">La biblioteca \u00e8 una creazione del Ministro provinciale, padre Pio Venturi, che fin dal 1937 si era messo in contatto con vari enti culturali dalle biblioteche dei quali erano arrivate varie donazioni di libri in duplice copia. Dai conventi della Provincia dell\u2019Ordine erano prevenute alcune opere interessanti, superstiti delle soppressioni ottocentesche. L\u2019apporto pi\u00f9 consistente viene dalla Biblioteca del Convento di S. Francesco in San Miniato (Pisa): si tratta di un fondo librario consistente e prezioso pervenutogli nel 1872 grazie a due religiosi.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">La biblioteca, come chiarisce padre Venturi,\u00a0\u00e8 \u2026<em>aperta a tutti\u2026 <\/em>non solo agli aspiranti all\u2019Ordine: quindi un luogo sia di studio sia di confronto, in linea con lo spirito francescano abituato a coniugare la fede in linguaggi e culture diverse. L\u2019appartenenza dei libri alla biblioteca veniva sancita da un timbro che contiene la legenda <em>\u201cBiblioteca Santa Croce Firenze\u201d<\/em> con al centro\u00a0la Croce.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Oltre al materiale bibliografico, si stabilisce che la biblioteca accolga anche alcuni fondi\u00a0 speciali che ancora oggi fanno parte delle sue raccolte. Attualmente l&#8217;ambiente conserva, infatti, ci\u00f2 che rimane di una <span style=\"color: #993300;\">Fototeca<span style=\"color: #808080;\"> (<\/span><\/span>in parte alluvionata nel 1966<em>), <\/em>un tempo custodita in un ambiente dedicato che riuniva le fotografie dei conventi esistenti e soppressi delle famiglie francescane, maschili e femminili, l\u2019iconografia dei santi, beati e venerabili dell\u2019Ordine e quella dei personaggi illustri minoritici. E&#8217; previsto anche un ambiente <span style=\"color: #993300;\">Manoscritti<\/span><em> (e rari) <\/em>probabilmente per il materiale liturgico non pi\u00f9 d&#8217;uso e la documentazione d&#8217;archivio pi\u00f9 antica salvata da incendi, inondazioni e soppressioni, l\u2019attuale <em><span style=\"color: #993300;\">Archivio storico della provincia religiosa dei Francescani Conventuali di Toscana<\/span> <\/em>che conserva i documenti provenienti da diversi conventi francescani della provincia religiosa e le carte prodotte dalla comunit\u00e0 francescana di Santa Croce.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #808080;\">A questi primi fondi speciali si sono aggiunti, in tempi pi\u00f9 recenti,\u00a0il fondo della moderna<span style=\"color: #993300;\"> Cappella musicale<\/span> <span style=\"color: #993300;\">di Santa Croce (XX sec.)<\/span> con edizioni di musica notata della prima met\u00e0 del Novecento,\u00a0 il fondo <span style=\"color: #993300;\">Pietro Parigi (1892-1990)<\/span>, celebre incisore ed\u00a0 illustratore per Citt\u00e0 di Vita e per i Francescani, che riunisce l&#8217;opera grafica prodotta dall&#8217;artista in qualit\u00e0 d&#8217;illustratore (di riviste, libri e manifesti), con riproduzioni coeve da matrice originale, tipografiche, matrici da stampa incise.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300; text-decoration: underline;\">Lo\u00a0Studio Teologico per Laici e Citt\u00e0 di vita<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Con l&#8217;istituzione della biblioteca, p. Venturi prepara la strada\u00a0alla creazione del <span style=\"color: #993300;\">primo studio teologico\u00a0riservato ai laici<\/span> in Italia,\u00a0istituito\u00a0subito dopo la nascita della biblioteca: il\u00a025 aprile del 1945, con sede\u00a0presso il Convento di Santa Croce, nasce lo <span style=\"color: #993300;\"><em>Studio Teologico Per\u00a0 Laici<\/em><\/span>, il primo del genere in Italia. L\u2019attivit\u00e0 dello <em>Studio<\/em> contribuisce, negli anni,\u00a0all&#8217;arricchimento della <em>Biblioteca di Santa Croce, <\/em>poi registrata anche con il nome<span style=\"text-decoration: underline;\"><em> Biblioteca dello Studio Teologico per Laici,<\/em><\/span>\u00a0grazie anche ad\u00a0una serie di pregevoli edizioni, curate dalla casa editrice <span style=\"color: #993300;\"><em>Citt\u00e0 di Vita, <\/em><\/span>la ri<em>vista<\/em> di arte, scienza e religione e\u00a0fondata nel 1946 come portavoce dello <em>Studio.<\/em>\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">L\u2019attivit\u00e0 missionaria, avviata in particolare dal pontificato di Pio XI, e i lavori del Concilio Vaticano II (1962-1965), portano ad una maggiore considerazione delle diversit\u00e0 delle varie chiese cattoliche. Cos\u00ec, grazie all&#8217;interscambio con la rivista <em>Citt\u00e0 di vita,<\/em> arrivano in biblioteca anche diverse riviste dall\u2019estero (di cui alcune dal sud America per conoscere la &#8216;<em>teologia della liberazione&#8217;) <\/em>che, con gli anni, contribuiscono\u00a0 alla formazione della raccolta .<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"color: #993300; text-decoration: underline;\">L&#8217;alluvione del &#8217;66<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Una diminuzione dello spazio a disposizione per la raccolta bibliografica (coesistente con la sala di lettura) porta, con il tempo, a dotare anche il piano dei chiostri di un ambiente ad uso della biblioteca: serve, principalmente, da sala di lettura. In seguito all\u2019alluvione del 4 novembre del 1966, anche questo ambiente, come molti altri, viene completamente invaso dal fango e dall\u2019acqua. Nei mesi successivi, infatti, si richiedono contributi straordinari <em>a pro della Biblioteca di Santa Croce che durante l\u2019alluvione ha subito gravi danni<\/em> \u2026<em>nel reparto di consultazione sito al pianterreno, invaso dalle acque per cinque metri<\/em>\u2026.. La sede della biblioteca, quella inaugurata nel 1944, non era stata, per fortuna, nemmeno sfiorata dall&#8217;alluvione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"color: #993300; text-decoration: underline;\">ll soppalco<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Per scongiurare nuovi danni alla raccolta, viene presa la decisione di dotare\u00a0la biblioteca\u00a0di un soppalco, dove vengono collocate nuove scaffalature metalliche fornite dalla <em>Direzione generale delle accademie e biblioteche<\/em> in sostituzione di quelle danneggiate dall\u2019alluvione\u00a0nella sala di consultazione del piano terreno, e quindi trasferiti tutti i libri. Sotto il soppalco (che funge ancora oggi da magazzino librario)\u00a0vengono ricostituiti gli spazi necessari alla consultazione (la sala di lettura),\u00a0mentre il catalogo a schede continua a rispecchiare la suddivisione per materie della raccolta che, inizialmente, coesisteva con la sala di lettura.<\/span><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #808080;\">Per la lettura del testo integrale edito nel 2012:<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #808080;\"> <em>La Biblioteca di Santa Croce tra passato e presente<\/em> (Firenze: 2012) <\/span><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #808080;\">a cura della Comunit\u00e0 francescana di Santa Croce<\/span><\/h5>\n<h6 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #808080;\">Disponibile anche in sala di lettura<\/span><\/h6>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle testimonianze pi\u00f9 organiche sullo svolgimento della cultura \u00e8, indubbiamente, la storia delle biblioteche nella quale ogni realt\u00e0 esprime e presenta se stessa L\u2019antica biblioteca \u2018Santi del libro\u2019, cos\u00ec sono stati definiti san Francesco e san Domenico perch\u00e9 le loro biblioteche, che si formano con l\u2019istituzione del convento e in un momento di particolare &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/?p=326\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":351,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20,11],"tags":[],"class_list":["post-326","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-biblioteca-accesso","category-biblioteca","nodate","item-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/326","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=326"}],"version-history":[{"count":87,"href":"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/326\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7349,"href":"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/326\/revisions\/7349"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/351"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=326"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=326"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=326"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}