{"id":24,"date":"2012-05-07T15:46:39","date_gmt":"2012-05-07T14:46:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/?p=24"},"modified":"2021-10-27T15:05:49","modified_gmt":"2021-10-27T14:05:49","slug":"percorsi-storico-artistici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/?p=24","title":{"rendered":"PERCORSI STORICO-ARTISTICI"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><span style=\"color: #800000;\">PERCORSI STORICO-ARTISTICI<\/span><\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0<span style=\"color: #000080;\">1.\u00a0 Itinerario Giottesco<\/span><\/strong><\/h3>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\">Nel corso del Trecento, lentamente, le pareti delle cappelle e dell&#8217;intera Basilica di Santa Croce si trasformano in un trionfo di pittura gotica come non si era mai visto (tranne che nella chiesa, anch&#8217;essa francescana, di Assisi). Qui si esprimono, in affreschi, polittici e vetrate il grande Cimabue (<em>Cappella Velluti<\/em>, con pochi resti di affreschi), l&#8217;ancor pi\u00f9 grande Giotto (<em>Cappelle Bardi e Peruzzi,<\/em> nei decenni 1320-30 circa), e tutti i suoi allievi: Maso di Banco (<em>Cappella Bardi di Vernio,<\/em> circa 1340), Taddeo Gaddi (<em>Cappella Baroncelli-Giugni<\/em>, circa 1332-38, e <em>Cappella Calderini-Riccard<\/em>i, affreschi distrutti nel Seicento) e Bernardo Daddi (<em>Cappella Pulci-Berardi<\/em>, circa 1330). E ancora vi lavorano i grotteschi della &#8220;seconda generazione&#8221; come Giovanni da Milano (<em>Cappella Rinuccini,<\/em> circa 1363-66, all&#8217;interno della sacrestia), Agnolo Gaddi (<em>Cappella Maggiore<\/em> o degli Alberti, circa 1380, <em>Cappella Castellani<\/em>, circa il 1385 e Cappella Bardi nel transetto sinistro, pitture oggi distrutte e gli Orcagna: Andrea di Cione e i suoi fratelli copriranno infatti tutto l\u2019interno con vari cicli di affreschi fra cui il bellissimo <em>Trionfo della Morte<\/em> (circa il 1360) di cui si conservano solo frammenti\u00a0 nel Museo dell&#8217;Opera di Santa Croce. L&#8217;itinerario si prefigge di identificare le testimonianze giottesche in citt\u00e0 a partire dal Crocifisso di Santa Maria Novella. e dal Polittico di Badia (ora agli Uffizi) per giungere agli incarichi assunti dal maestro quando, nel 1334, viene nominato capomastro dell&#8217;Opera di Santa Reparata (Santa Maria del Fiore) e sovrintendente delle opere pubbliche di Firenze. E&#8217; di questo periodo il celebre Campanile.<\/span><\/h5>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\"><strong>2.\u00a0 \u00a0Itinerario Arnolfiano<\/strong><\/span><\/h3>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\">Percorso alla scoperta dei capolavori fiorentini del pi\u00f9 celebre architetto e scultore della fine del XIII secolo. Dopo Santa Croce e il Duomo, Arnolfo creava per la citt\u00e0 la sua terza opera capitale: Palazzo Vecchio, il simbolo del capoluogo toscano. Incaricato dal Comune di realizzare un edificio che ospitasse i Priori, ovvero i rappresentanti di quelle Arti Maggiori che governavano la Repubblica, Arnolfo inizi\u00f2 i lavori nel 1299 poggiando la nuova struttura sulle rovine delle case degli Uberti, sul Palazzo dei Fanti e sul Palazzo dell&#8217;Esecutore di Giustizia. Il modello, che \u00e8 quasi una versione aulica del Palazzo del Bargello (costruito nel 1255), ricorda il tipico palazzo comunale toscano, ma s&#8217;ispira anche al castello dei Conti Guidi a Poppi. L&#8217;aspetto \u00e8 quello di un possente cubo rivestito di bugnato rustico (proveniente dalle cave della collina di Boboli), con due ordini di eleganti bifore trilobate e ingressi difesi da antiporte. In alto, per\u00f2, Arnolfo crea, con un&#8217;audace soluzione, un ampio ballatoio merlato molto sporgente e appoggiato su archetti e mensole sotto cui vengono dipinti a ripetizione i nove stemmi del popolo e di Firenze. Alcuni di questi archi sono in realt\u00e0 &#8220;caditoie&#8221; attraverso cui, in caso di guerra o di sommosse, far cadere sugli assalitori pietre o olio bollente. Dal ballatoio spunta improvvisamente la torre, la pi\u00f9 alta della citt\u00e0 (94 metri), collocata fuori asse, tutta spostata a destra, per meglio rapportarsi all&#8217;asimmetria della piazza ma anche per incorporare un&#8217;antica torre. Qui, in una stanza detta &#8220;l&#8217;Albergaccio&#8221;, saranno imprigionati Cosimo &#8220;il Vecchio&#8221;(1433) e fra&#8217; Girolamo Savonarola (1498). La torre, detta &#8220;di Arnolfo&#8221; e terminata nel 1308, sar\u00e0 poi conclusa con una cuspide, una sfera di bronzo, e il Marzocco, cio\u00e8 un leone che regge il giglio fiorentino. Il leone, animale forte e nobile, \u00e8 uno dei simboli pi\u00f9 antichi della citt\u00e0. La parola Marzocco potrebbe derivare da Mars, cio\u00e8 Marte, protettore della citt\u00e0 prima che la Firenze cristiana scegliesse san Giovanni. Una coppia di leoni fu, tra l&#8217;altro, ospitata fin dall&#8217;Ottocento nell&#8217;area sul retro del Palazzo, detta per questo via dei Leoni.<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>3.\u00a0 Itinenrario Brunelleschiano<\/strong><\/span><\/h3>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\">Vita e opere del grande architetto e scultore che, insieme a Masaccio, apr\u00ec la grande stagione del Rinascimento fiorentino. L&#8217;autore della<em> Cappella de&#8217; Pazzi<\/em> sopracitata, famoso per le ardite concezioni originali dei suoi progetti (come quello della cupola del Duomo di Firenze) e per il modo in cui rielabor\u00f2 armoniosamente le forme architettoniche classiche nello spirito nuovo della sua epoca, si era formato come orafo e scultore in una tipica bottega fiorentina e si fece notare nel 1401 vincendo &#8220;ex aequo&#8221; con Lorenzo Gh\u00ecberti il concorso per la seconda porta del Battistero. Le formelle col &#8220;Sacrificio di Isacco&#8221; presentate in gara dai due artisti sono oggi esposte affiancate al Museo del Bargello. Nei tre anni successivi fu probabilmente a Roma per studiare scultura e architettura con l&#8217;amico Donatello. Nel 1404 entr\u00f2 nella corporazione degli orafi ma i suoi interessi matematici (fu amico di Paolo dal Pozzo Toscanelli), e lo studio dei monumenti antichi,\u00a0 indirizzarono la sua attivit\u00e0 verso l&#8217;architettura. Dal 1409 fu\u00a0 attivo nel cantiere di Santa Maria del Fiore, attratto subito dal \u00a0problema della cupola: il suo progetto vinse il concorso del 1418 e nel &#8217;23 gli fu affidata la completa responsabilit\u00e0 dei lavori. Il completamento di questa opera chiave, basata su una tecnica che permetteva di voltare l&#8217;enorme cupola senza bisogno di armature, occup\u00f2 quasi l&#8217;intero arco della sua vita e gett\u00f2 le basi dell&#8217;architettura rinascimentale. La struttura fu conclusa nel &#8217;34, nel &#8217;36 fu messa in opera la lanterna di completamento e nel &#8217;38 si realizzarono le quattro tribune dell&#8217;abside. Nello stesso periodo Brunelleschi si occupava dello<em> Spedale degli\u00a0 Innocent<\/em>i (1421-24), della <em>Sagrestia Vecchia di San Lorenzo<\/em> (1428), della ricostruzione di <em>San Lorenzo<\/em> (1423 ca.), della <em>Cappella de&#8217; Pazzi<\/em> nel chiostro di Santa Croce (1430 ca.) e del progetto per <em>Santo Spirito<\/em> (1436 ca.), rinnovando il volto della citt\u00e0 medievale- Fra le altre sue opere architettoniche si ricordano il <em>Palazzo di Parte Guelfa<\/em> (1425) e l&#8217;incompiuta <em>Rotonda degli Angeli<\/em> (1434) a Firenze. Oggi \u00e8 messa in discussione l&#8217;ipotesi per cui il progetto iniziale di Palazzo Pitti sarebbe anch&#8217;esso del Brunelleschi. Alla sua morte fu sepolto in Santa Maria del Fiore e la sua tomba, rimasta per secoli sconosciuta, \u00e8 stata riscoperta solo nel 1972.<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #003300;\">4.\u00a0<strong>Percorso storico: I padri della Patria<\/strong><\/span><\/h3>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #003300;\"><strong>\u00a0<\/strong>La Basilica come luogo di sepolture dei grandi. Illustri protagonisti della storia e della cultura: Michelangelo \u2013 Galileo \u2013 Dante \u2013 Macchiavelli \u2013 Rossini \u2013 Foscolo \u2013 Fiorentini illustri (Carlo Marsuppini \u2013 Leonardo Bruni).<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000080;\">5.\u00a0\u00a0<strong>Percorso storico \u2013 artistico<\/strong><\/span><\/h3>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\">Traccia una storia della Firenze medicea, del Rinascimento, del ruolo dei Francescani in citt\u00e0, della mutazione che l\u2019arte fiorentina ha prodotto sulla cultura italiana dal \u2018300 in avanti (Michelangelo \u2013 Vasari \u2013 Benedetto da Maiano \u2013 Donatello \u2013 Cappella Bardi e Peruzzi)<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333300;\">6 &#8211;\u00a0 <strong>Percorso artistico-architettonico<\/strong><\/span><\/h3>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333300;\">Santa Croce \u00e8 anche una chiesa medievale: una costruzione legata a particolari situazioni storico-sociali-religiose. Non nasce dal\u00a0 nulla, ma si innesta su un luogo sacro preesistente (Chiesa romanica \u2013 Struttura francescana e interventi vasariani \u2013 Chiostri \u2013 Cappella Pazzi \u2013 Convento \u2013 La facciata e il Campanile e gli interventi nell\u2019800).<\/span><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PERCORSI STORICO-ARTISTICI \u00a01.\u00a0 Itinerario Giottesco Nel corso del Trecento, lentamente, le pareti delle cappelle e dell&#8217;intera Basilica di Santa Croce si trasformano in un trionfo di pittura gotica come non si era mai visto (tranne che nella chiesa, anch&#8217;essa francescana, di Assisi). 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