{"id":1527,"date":"2014-10-21T17:06:05","date_gmt":"2014-10-21T16:06:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/?p=1527"},"modified":"2023-04-27T13:51:06","modified_gmt":"2023-04-27T12:51:06","slug":"monuments-men-la-biblioteca-di-santa-croce-a-firenze-1944-2014-ricordando-p-pio-venturi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacrocefirenze.it\/?p=1527","title":{"rendered":"Opere di vita"},"content":{"rendered":"<h5 style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #808080;\">\u00a0<em>\u201cMentre tutto all\u2019intorno era distruzione e morte in Santa Croce si edificavano opere di vita\u2026\u201d<\/em><\/span><\/strong><\/h5>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #808080;\"><em>P. Bernardino Farnetani OfmConv.<\/em><\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/P.-Pio-Venturi-1894-19771.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1541\" src=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/P.-Pio-Venturi-1894-19771-150x150.jpg\" alt=\"P. Pio Venturi (1894-1977)\" width=\"202\" height=\"202\" \/><\/a><span style=\"color: #808080;\"><strong>Padre Pio Venturi <\/strong>(Capraia 8\/9\/1894 &#8211; Pisa 26\/1\/1977) nasce a Capraia Fiorentina (oggi Capraia e Limite) in provincia di Firenze. A sedici anni entra come probando presso il Convento di San Francesco in San Miniato. Il 4 ottobre del 1915 inizia il noviziato in Assisi, ma pochi giorni dopo viene richiamato per il servizio militare. Nel 1917 viene fatto prigioniero dopo la disfatta di Caporetto e inviato in Belgio. Il 28 ottobre del 1919 riprende il noviziato in Assisi. Emette i voti di professione semplice il 29 novembre del 1920 e quelli di professione perpetua, o <em>solenne,<\/em> l\u201911 marzo del 1923 a Firenze, in Santa Croce. Nello stesso anno \u00e8 ordinato sacerdote in Colle Val d\u2019Elsa. Padre Venturi ricopre la carica di padre <em>Guardiano<\/em>, vale a dire responsabile del convento, in diverse case religiose della <em>Provincia toscana dei Frati Minori Conventuali<\/em>: \u00e8 prima <em>Guardiano<\/em> del <em>Convento di San Francesco <\/em>in Cortona (1927-28), poi di <em>San Francesco <\/em>in Arezzo (1928-1933 e 1946-1952), di <em>San Francesco in Sansepolcro <\/em>(1933-1937, 1952-1958, 1961-1967), citt\u00e0 in cui svolge anche attivit\u00e0 di parroco dal 1933 al 1937 e dal 1952 al 1955, e quindi del <em>Convento di Santa Croce in Firenze<\/em> (1937-1946). Per nove anni ricopre la carica di <em>Ministro provinciale<\/em>, dal 1937 al 1946, insieme a quella di <em>Guardiano <\/em>del Convento di Santa Croce dove ha sede la <em>Curia provinciale<\/em>. Nel 1946 \u00e8 nominato <em>Custode dei custodi<\/em> (1946-1949) una carica rappresentativa delle tre <em>Custodie,<\/em> aretina, pisana e fiorentina, in cui era allora divisa la Provincia francescana. Durante la vita padre Venturi riceve una serie di titoli onorifici: nel 1938 diventa <em>Cavaliere dell\u2019Ordine della Corona<\/em>, nel 1959 <em>Commendatore al merito della Repubblica<\/em> e in seguito <em>Cavaliere dell\u2019Ordine di Vittorio Veneto<\/em>, ordine istituito nel 1968 per gratitudine verso coloro che avevano partecipato alla Grande Guerra <strong>[i].<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">Durante i nove anni di provincialato padre Venturi promuove varie attivit\u00e0, alcune delle quali ancora oggi portate avanti, con determinazione, dalla Comunit\u00e0\u00a0 francescana\u00a0di Santa Croce: nel 1944, per esempio, in occasione dell\u2019anno dedicato alle celebrazioni\u00a0del\u00a0grande predicatore francescano, san Bernardino da Siena, istituisce la nuova <em>Biblioteca di Santa Croce\u00a0<\/em>(in sostituzione di quella incamerata dallo Stato nel XIX secolo,\u00a0in seguito alle soppressioni\u00a0 degli Ordini religiosi) con una &#8216;fototeca&#8217; e una &#8216;sala manoscritti&#8217; per la consultazione dell&#8217;Archivio storico. La biblioteca, inaugurata il 20 maggio, \u00e8 composta da opere provenienti, in gran parte, dal Convento di San Francesco in San Miniato, dal convento di Arezzo e da quelli di Pistoia, Pisa e Cortona. Cos\u00ec scrive, nel 1948, l\u2019ingegnere Ugo Gasperi Campani che, insieme all\u2019architetto Ezio Zalaffi e per conto dell\u2019Ufficio comunale delle <a style=\"color: #808080;\" href=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/img175.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2313\" src=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/img175-150x150.jpg\" alt=\"img175\" width=\"245\" height=\"245\" \/><\/a>Belle arti, era stato incaricato di mettere a punto il progetto della biblioteca:<em> A capo del secondo ramo di scala x che conduce dal Chiostro ad una parte del Convento, per una porta chiusa da un bussolone sgangherato e rovinato, si entrava in un ampio e lungo corridoio, abbandonato ormai da tempo quasi immemorabile, male illuminato e che mostrava troppi segni di una decadenza dolorosa. Qui, padre Pio, voleva che gli facessi il locale per una biblioteca degna di quel Tempio che fu per ben nove anni vita della sua vita. I fondi erano pochi, molto pochi anche per allora (1944), quando la lira era ancora quasi una lira. Ma, diceva lui, \u201cle cose belle attraggono, e gli innamorati del bello e di S. Croce si appassioneranno anche a questo, e i denari \u2026 verranno\u201d. \u00c8 uno psicologo ed un ottimista padre Pio! E cos\u00ec fu: il grande corridoio, porzione di quello lunghissimo che arrivava fino a dove \u00e8 ora la Piazza Cavalleggeri, sul quale, ai due lati, si aprivano le celle dei religiosi e che era stato mutilato in base alla legge del \u201966 <\/em>[1866],<em> che decretava la soppressione dei Conventi e che in un tempo successivo aveva servito di dormitorio ai \u2018fratini\u2019, grazie all\u2019amore di molti, e all\u2019opera di operai attivi e intelligenti, tutti spronati e sorretti dalla fede del Provinciale, vide ripulirsi le sue pareti, gettar via la tinta bigia\u2026\u201d <\/em><strong>[ii]<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">In quel periodo padre Venturi\u00a0ha gi\u00e0 dimostrato la\u00a0medesima determinazione e perspicacia nell\u2019organizzare presso il Convento di Santa Croce un \u201cpubblico rifugio\u201d, come lui stesso scriver\u00e0 successivamente in una relazione a proposito della guerra: <em>Durante i paurosi allarmi, specialmente notturni, varie centinaia di persone si raccoglievano presso il nostro Convento di Santa Croce dove era stato provveduto un pubblico rifugio. I Religiosi si prestavano sempre ad aiutare e sollevare nel migliore modo possibile i rifugiati, confortando ed assistendo tutti con carit\u00e0<\/em> <strong>[iii]<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">L\u2019attivit\u00e0 dei frati, guidati dal padre Venturi, non si ferma a questa assistenza<em>: <\/em> in Santa Croce vengono accolti e ospitati profughi, aiutati i sinistrati, gli sfollati. Si consente a molte persone che \u2026<em> si ritenevano poco sicure nelle proprie abitazioni \u2026<\/em>, di portare \u2026 <em>nei fondi e nelle stanze del Convento \u2026 mobili, casse di biancheria ed altro\u2026<\/em><strong>[iv].<\/strong> In\u00a0questo periodo la Comunit\u00e0 francescana di Santa Croce conta nove sacerdoti e quattro fratelli laici professi <strong>[v].<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">Il 30 luglio del 1944, con l\u2019ordine di sfollamento dalle forze militari tedesche, riguardante le zone lungo il fiume Arno, i\u00a0frati sono costretti a cercare asilo in altri istituti. La decisione di padre Venturi\u00a0 di rimanere in convento, con altri tre religiosi, contro la volont\u00e0 degli occupanti,\u00a0considerato che i nazisti avevano occupato la vicina Biblioteca Nazionale Centrale,\u00a0dimostra il grande coraggio di questo frate.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\"><a style=\"color: #808080;\" href=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-2311\" src=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/images.jpg\" alt=\"images\" width=\"279\" height=\"181\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">Dopo\u00a0la liberazione da parte del Comando militare alleato\u00a0non viene registrato nessun danno ai religiosi e nessuno rilevante ai fabbricati, ad eccezione di quello, per fortuna di poco rilievo, del tetto della Basilica e\u00a0la rottura dei vetri del convento (con lo\u00a0sfondamento del soffitto di alcune stanze)\u00a0causata dal\u00a0violento spostamento d\u2019aria\u00a0dovuto all&#8217;esplosione dei ponti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\"><a style=\"color: #808080;\" href=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/A.S.Revignas-1905-19731.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1543\" src=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/A.S.Revignas-1905-19731.jpg\" alt=\"A.S.Revignas (1905-1973)\" width=\"143\" height=\"156\" \/><\/a>Ecco cosa scrive di padre Venturi la direttrice della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Anna Saitta Revignas, che aveva chiesto asilo ai frati in quei tragici momenti, pur di non allontanarsi dall&#8217;istituto da lei diretto:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\"><em>Ricordo con una gratitudine che mi accompagner\u00e0 per tutta la vita il conforto datomi in quei giorni tremendi che mi sembrava mai dovessero aver fine, il Suo sereno ottimismo accompagnato ad una cristiana rassegnazione che dominava e superava le pi\u00f9 tragiche possibilit\u00e0. Il Suo segno di croce sopra di noi era la nostra sola difesa mentre il passo ferrato delle sentinelle tedesche risuonava come una minaccia sui Lungarni deserti e quando pi\u00f9 tardi nel cielo della citt\u00e0 rosso di fiamme e di rovine, i boati delle mine che distruggevano i bei ponti di Firenze sembravano far crollare l\u2019angolo della Chiesa nella quale avevamo cercato rifugio. Allorch\u00e9 le S.S. tedesche invasero ed occuparono la Biblioteca ritenendola deserta fu vicino a lui, sempre composto e sereno, che trovai l\u2019animo di affrontare quelle orde abbrutite dalla guerra i cui ordini avevamo osato trasgredire. Nella luce dell\u2019estate che indugia, come allora, in alti silenzi fra le arcate del Chiostro del Brunellesco, quelle ore angosciose sembrano ormai infinitamente lontane. Ma per me che non le posso dimenticare, il ricordo del padre Venturi \u00e8 ad esse legato, sempre caro ed accogliente come il conforto che ebbi allora dalla sua forza serena, dalla sua semplice e grande bont\u00e0 <\/em><strong>[vi].<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Ancora una testimonianza di quei momenti di Luigi Bellini, il\u00a0noto antiquario fiorentino, a proposito di padre Venturi e in occasione dei venticinque anni di sacerdozio del frate (1923-1948):<em> Quella sua figura un po\u2019 tarchiata, quella sua aria bonaria e primitiva, quella modestia farcita d\u2019arguzia, quella parlantina zampillante, fresca come acqua chiara che scaturisce da una roccia viva e ti dice cose sagge e dotte con la naturalezza di chi racconta il pi\u00f9 insignificante degli episodi, e quel suo fare di campagnolo mistico che vive a contatto della natura e ti parla di Dio, senza averne l\u2019aria, con la naturalezza la pi\u00f9 semplice e che con la stessa piena semplicit\u00e0, forte di cose profonde che ti fanno pensare, piacque immensamente a me, che sono uno spirito irrequieto ma semplice, e la nostra amicizia divent\u00f2 una cosa cara, un altro bisogno della mia vita. Nei giorni brutti dell\u2019emergenza padre Pio mi fu di grande aiuto morale e materiale, perch\u00e9 molte delle mie opere d\u2019arte furono salvate da lui e sottratte alla furia dei barbari, sempre con quella semplice naturalezza di chi fa una cosa qualunque <\/em>\u2026<strong> [vii].<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Nella relazione sugli eventi bellici, padre Venturi descrive anche l\u2019attivit\u00e0\u00a0degli altri conventi della provincia religiosa toscana dei\u00a0frati Conventuali: presso la\u00a0Basilica di San Francesco in Siena, per diversi mesi, avevano trovato rifugio\u00a0molti ebrei; il Convento di San Miniato al Tedesco (Pisa), nei mesi in cui era diventato fronte di lotta, aveva aperto le sue porte ospitando millecinquecento rifugiati\u00a0(arrivati a duemila). San Francesco di Pisa era riuscito a procurare alimenti per tremila persone, raccolte nel palazzo arcivescovile; a Pistoia i Francescani erano riusciti ad ospitare alcune centinaia di persone destinate alla deportazione, favorendone la successiva fuga.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\"><a style=\"color: #808080;\" href=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cbb.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2314\" src=\"http:\/\/www.santacrocefirenze.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cbb.jpg\" alt=\"cbb\" width=\"68\" height=\"400\" \/><\/a>Il 25 gennaio 1945 padre Venturi fonda, da un\u2019idea del prof. Paolo Cherubelli, lo <em>Studio teologico per laici,<\/em> coadiuvato da p. Bernardino Farnetani e, nel 1946, la rivista <em>Citt\u00e0 di vita<\/em>, portavoce dello Studio teologico. Come ricorda Arrigo Levasti, il sostegno di padre Venturi a questa iniziativa fu determinante, non solo per la sua nascita, ma anche per suo il successivo sviluppo: <em>Cos\u00ec nel magnifico scenario dei chiostri di Santa Croce, dove Dante Alighieri aveva attinto i primi semi della sua Divina Commedia, sorgeva spontanea l\u2019idea di un ritorno intellettuale alle fonti e alle sorgenti della dottrina sacra per riportare il pensiero e la vita alle pi\u00f9 pure fondamenta della moralit\u00e0. L\u2019opera si afferm\u00f2 tanto che passava alle dirette dipendenze del Ministro generale, rappresentato da un suo delegato. Professori del clero regolare e secolare insieme a docenti laici formavano il corpo docente per trasmettere le scienze della teologia in un\u2019ottica moderna. Collateralmente nasceva la rivista Citt\u00e0 di vita <\/em><strong>[viii]<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">Grazie a padre Venturi in Santa Croce sono ripristinate due secolari tradizioni, ragionevolmente innovate per conformarsi ai tempi:\u00a0la biblioteca, che sostituisce la celebre\u00a0Libreria ricca di antichi codici manoscritti incamerata dallo Stato nel XIX secolo, e uno <em>Studio<\/em> anche questo un tempo, quello di dantesca memoria, aperto ai laici e vanto di Santa Croce. E non \u00e8\u00a0fuori luogo affermare che anche\u00a0grazie al coraggio e alla fermezza di questo francescano non vi furono\u00a0scorrerie nel Convento e nella Basilica durante l\u2019occupazione nazista. Non sono molte le persone che dimostrano di avere cuore e intelligenza insieme, padre Venturi era una di queste.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\"><strong>[i]<\/strong> <em>Necrologium: 8, p. Pius Venturi,<\/em> \u00ab<em>Commentarium Ordinis Fratrum Minorum Conventualium<\/em><span style=\"font-family: Calibri; font-size: medium;\">\u00bb<\/span>, 74 (1977), n. 1, p. 92-93.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\"><strong>[ii] <\/strong><span style=\"color: #808080;\">Basilica di Santa Croce Firenze<\/span><strong>, <\/strong>Biblioteca di Santa Croce (OFMConv.),<em> <span style=\"color: #808080;\">Archivio Storico Provincia toscana OFMConv<\/span><\/em>, <em><span style=\"color: #808080;\">Miscellanea,<\/span><\/em> Padre Pio Venturi: omaggio dello Studio teologico per laici di S. Croce Firenze, e degli amici aretini per il XXV di sacerdozio (Colle Val d\u2019Elsa 1923- Arezzo 1948). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\"><strong>[iii]<\/strong>\u00a0Basilica di Santa Croce Firenze<strong><span style=\"color: #808080;\">, <\/span><\/strong><span style=\"color: #808080;\">Biblioteca di Santa Croce (OFMConv.), <\/span><em>Archivio Storico Provincia toscana OFMConv<\/em>., <em>Provincia toscana di S. Giuseppe S.B.M.V. dei Frati Minori Conventuali<span style=\"font-family: Calibri; font-size: medium;\">, <\/span><\/em><span style=\"color: #808080;\">Relazione del periodo bellico: anno 1943-1944.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\"><strong>[iv]<\/strong> <em>Ivi.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\"><strong>[v]<\/strong> <span style=\"color: #808080;\">Basilica di Santa Croce Firenze<\/span><strong><span style=\"color: #808080;\">, <\/span><\/strong><span style=\"color: #808080;\">Biblioteca di Santa Croce (OFMConv.),<\/span> <em>Archivio Storico Provincia toscana OFMConv<\/em><span style=\"color: #808080;\">., <\/span><em><span style=\"color: #808080;\">Provincia toscana di S. Giuseppe S.B.M.V. dei Frati Minori Conventuali<\/span><span style=\"font-family: Calibri; font-size: medium;\"><span style=\"color: #808080;\">,<\/span><\/span> <\/em>Relazione della visita del m. r. p. Provinciale di Toscana. Triennio 1940-1943.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\"><strong>[vi]<\/strong> <em>Padre Pio Venturi. Omaggio dello Studio teologico per laici di S. Croce<\/em> \u2026 <em>cit.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\"><strong>[vii]<\/strong> <em>Ivi.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\"><strong>[viii]<\/strong> <em>Ivi.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u201cMentre tutto all\u2019intorno era distruzione e morte in Santa Croce si edificavano opere di vita\u2026\u201d P. Bernardino Farnetani OfmConv. Padre Pio Venturi (Capraia 8\/9\/1894 &#8211; Pisa 26\/1\/1977) nasce a Capraia Fiorentina (oggi Capraia e Limite) in provincia di Firenze. A sedici anni entra come probando presso il Convento di San Francesco in San Miniato. 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