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Manoscritti importanti : Scritti di padre Lodovico Nuti ; Codici liturgici.

 

I MANOSCRITTI di PADRE LODOVICO NUTI

Archivio Nuti
Tra i manoscritti dell’Archivio storico della ‘Provincia toscana dei frati Minori Conventuali’, consultabile presso la Biblioteca di Santa Croce (Firenze, Basilica di Santa Croce), è di particolare interesse  la raccolta di notizie sui singoli Conventi toscani  fatta nel Seicento dal p. Lodovico Nuti e databile a poco dopo la metà del XVII secolo [1667/68] (con eventuali aggiunte di epoca successiva).
Contiene le serie cronologiche:
–  dei frati Maestri in Telogia, dei Guardiani, dei Predicatori,
–  le narrazioni dei fatti notabili dei singoli insediamenti conventuali (fondazione, passaggi di San Francesco, la descrizione degli edifici.
Per le chiese, ad esempio, si possono trovare le descrizioni di altari, titoli,  opere d’arte, reliquie. I fascicoli conservati, che purtroppo sono solo una parte di quelli redatti all’epoca, riguardano i seguenti siti:
– Convento di Asciano,
– Convento di Borgo San Lorenzo,
– Convento di Castelfiorentino,
– Convento di Castiglion Fiorentino,
– Convento di Colle Val D’ Elsa,
– Convento di S. Francesco di Cortona,
– Convento di S. Margherita di Cortona,
– Convento di Figline,
– Convento di Lucignano,
– Convento di Massa [Marittima],
– Convento di Montepulciano,
– Convento Montevarchi,
– Convento di Monticchiello,
– Convento di  Pescia,
– Convento di Pienza,
– Convento di Piombino,
– Convento di Pisa,
– Convento di Pontremoli,
– Convento di Prato,
– Convento di Vicopisano,
– Convento di Suvereto.
Per approfondimenti segnaliamo le seguenti recenti pubblicazioni, risultato di approfondite ricerche condotte presso questa biblioteca.
 Giovanni Giura, San Francesco di Asciano: opere, fonti e contesti per la storia della Toscana francescana. Firenze: Mandragora, 2018.
Caterina Bay, Una fonte seicentesca per le chiese minori della Toscana: Ludovico Nuti e il San Francesco di Pescia in La storia e la critica: atti della Giornata di studi per festeggiare Antonino Caleca, a cura di Lorenzo Carletti e Gabriella Garzella. Pisa: Pacini, 2016, p. 143-153.

  foto 20A

 

 I CODICI LITURGICI
Biblioteca di Santa Croce Firenze (Basilica di Santa Croce)
ANTIF 1300
L’articolo 24 del regio decreto 3036 del 7 luglio 1866, di soppressione degli Ordini e delle Corporazioni religiose (in esecuzione della legge 28 giugno 1866 n. 2987), disponeva la conservazione solo dei cosiddetti ‘libri da sacrestia’ presso quelle chiese francescane che continuavano ad essere aperte al culto, come Santa Croce.
All’ Opera di Santa Croce, l’istituzione laica preposta fin dal Medioevo alla manutenzione della Chiesa, furono assegnati i codici liturgici di Santa Croce, oggi amministrati ancora per il FEC, Fondo Edifici di Culto, Ministero dell’interno.
Questo incameramento non ha contemplato i codici liturgici presenti in altre chiese francescane dei frati Conventuali, per una parte portati in Santa Croce quando il Convento torna ad essere sede della Curia provinciale (r.d.l. 1083, 13 luglio 1933) della Provincia religiosa toscana dei Francescani Conventuali (per la precisione denominata dal 1948 con il primitivo titolo Provincia toscana delle Ss. stimmate dei frati Minori Conventuali) .
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Complessivamente il piccolo nucleo copre un ampio arco cronologico: dal XIV secolo finanche al XX secolo, in quanto l’esercizio della scrittura ha continuato ad essere soprattutto una forma di meditazione. La maggior parte sono di epoca moderna, di grande formato e di natura membranaceo-cartacea.
Quelli di epoca medievale conservati in Biblioteca sono: un antiphonarium che risale al XIV secolo (di origine transalpina contiene le regole, aggiunta settecentesca, del canto fermo gregoriano, o canto liturgico), un breviarium che risale al XIV/XV secolo. Entrambi sono stati censiti e inseriti nella banca dati Codex. Per consultare le relative schede:
Codex – Inventario dei manoscritti (a ‘sede di conservazione’ digitare: “Archivio storico della Provincia toscana dei Frati Minori Conventuali” – Sebbene la sede sia in realtà: Biblioteca di Santa Croce Firenze)
Se alcuni codici non offrono elementi certi per delineare, esattamente, i loro percorsi, per altri se ne può ascrivere l’origine ai conventi francescani di Sansepolcro, Chiesa di San Francesco, Cortona, Chiesa di San Francesco e San Miniato (già San Miniato al Tedesco, PI), Chiesa di San Francesco. Nel complesso si caratterizzano per avere internamente combinazioni di pagine cartacee con fogli membranacei (in quanto adattati all’evoluzione nel tempo della liturgia) ed iniziali filigranate oppure rubricate, spesso nei colori rosso e blu alternati.

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