«

»

Firenze, Basilica di Santa Croce: presentazione della Biblioteca

biblioteca-m-2

Ingresso della Biblioteca
Nulla post Laurentianam Bibliotheca libris vetustis referto est, quam bibliotheca Sanctae Crucis, quae preclara donus est Fratrum Minorum Conventialium.
Così testimoniava lo scrittore Jean Mabillon nel 1686, raccogliendo nell’Iter Italicarum le impressioni del suo soggiorno in Italia.
Questa affermazione, oggi, non è più di attualità a causa della dispersione, distruzione, passaggio di proprietà. Nel corso degli anni, infatti, molti codici, manoscritti, libri a stampa sono stati sottratti alla Biblioteca di Santa Croce per arricchire altre biblioteche dello Stato.
Tuttavia, grazie alla tenacia e all’amore per la cultura, di alcuni frati (ne ricordiamo due in particolare: p. Pio Venturi e p. Bernardino Farnetani) la Biblioteca di Santa Croce ė tornata lentamente a rivivere, a partire dalle celebrazioni del quinto centenario della morte di san Bernardino da Siena nel 1944.
Ciò sta a dimostrare quanto i figli di Francesco d’Assisi amassero raccogliere tra le mura del proprio convento libri interessanti ed utili, affinché alla vita dello spirito si affiancasse anche un arricchimento della vita intellettuale.
Come in passato (seppur in forma ridotta) la Biblioteca di Santa Croce si propone di contribuire, in un contesto cittadino e non solo, alla crescita civile, sociale, culturale e spirituale e, nello stesso tempo, ambisce a diventare un centro di riflessione e di approfondimento dei vari saperi, soprattutto quello filosofico, teologico e francescano. La nostra scommessa, come Comunità francescana, ma anche di tutti coloro che hanno collaborato alla riapertura di questa Biblioteca, è l’investimento in cultura.
La ricomposizione della Biblioteca (a partire dagli anni ’40) è stata resa possibile grazie al materiale manoscritto e librario salvato dalle diverse soppressioni e arricchita da numerose pubblicazioni di recente acquisizione e provenienti anche da altri conventi della Provincia religiosa, che attualmente sono sistemati e divisi in tre sezioni: Libri e riviste, Fondo antico (manoscritti), Fondo diplomatico (pergamene).
Il nuovo corso è stato possibile grazie all’impegno della Comunità francescana di Santa Croce, di p. Antonio Di Marcantonio: sono state acquistate nuove scaffalature, è stata assunta una nuova bibliotecaria, la dott.ssa Novella Maggiora, che sta riorganizzando e catalogando il patrimonio librario per renderlo accessibile anche in rete tramite il Servizio Bibliotecario Nazionale.
Un grazie particolare va al dott. Secondino Gatta, che ha riordinato e digitalizzato l’Archivio storico della Provincia; al dott. Simone Allegria che ha sistemato e catalogato le circa 150 pergamene, alcune delle quali inedite.
La riapertura della Biblioteca è stata resa possibile anche grazie all’intervento dell’Opera di Santa Croce, l’ente preposto alla cura e valorizzazione di tutto il complesso di Santa Croce, che ha coibentato il tetto, rafforzato il soppalco, rinnovato l’impianto elettrico e dotato di una nuova illuminazione l’ambiente. Il nostro grazie per questo intervento, dimostrazione di una collaborazione tra Opera e Comunità francescana.
È certamente da ricordare, e ringraziare, la Fondazione Carlo Hruby, che ha come finalità la promozione, protezione e messa in sicurezza dei beni storici e monumentali, la quale ha finanziato il progetto di videosorveglianza e anti-intrusione, messo in opera dalla Ditta Umbra Control, partner della Fondazione.
Un caratteristico patrimonio librario, e documentario, ha trovato la sua dignitosa collocazione in un contenitore di grande prestigio come Santa Croce.
Mentre vivamente ringrazio tutti, mi auguro che la Biblioteca di Santa Croce possa essere un laboratorio culturale, luogo di incontro, opportunità di conoscenza.
maggio 2012
P. Antonio Di Marcantonio

 

Lascia un commento